Il babywearing, un legame d’amore!

bimbo sulla schiena della mamma

Il babywearing, un legame d’amore!

La parola Babywearing letteralmente vuol dire Indossare il bambino.
Nella pratica si tratta di tenere il bambino a contatto con la madre o la persona che lo accudisce.
Questo legame d’amore fa si che il bambino possa vivere un continuum tra la vita intrauterina e quella extrauterina, oltre che rafforzare il legame tra la diade mamma-bambino.

Alla domanda cos’è il babywearing? Potremmo rispondere senza dubbio una pratica di accudimento basata sull’ascolto e sul contatto!

Il neonato infatti nasce immaturo dal punto di vista neurologico e fisico ed ha bisogno di un tempo per poter maturare e svilupparsi. Questo tempo è comunemente chiamato esogestazione ed ipoteticamente dura 9 mesi (9 mesi nella pancia endogestazione – 9 mesi fuori la pancia esogestazione). Durante questi mesi, il contatto con la madre è fondamentale per la crescita del bambino.

Il babywearing è un legame d’amore tra la mamma ed il bambino!

Questo contatto è l’imprinting che offrirà una base sicura al bambino dove potersi rifugiare ogni qualvolta ne senta il bisogno.
Lo psicologo e psicanalista J. Bowlby nel suo libro “Teoria dell’attaccamento” racconta quanto la base sicura creata dal contatto sia di fondamentale importanza per rendere i bambini dei futuri adulti indipendenti e sicuri di sé.

Breve storia del Babywearing

Il babywearing quindi è prima di tutto una ricca tradizione culturale.
Ogni cultura ha le proprie tradizioni sul portare e queste vanno rispettate senza affermare che le “moderne” pratiche di babywearing siano le migliori.
I supporti principalmente usati da altre culture sono: rebozos (Messico), mante (Perù), podaegi (Corea), amauti e ulipakaak portando scialli (Inuit), selendang (Indonesia), khanga e Kikoy (Africa), bilum (Papua Nuova Guinea), onbuhimo (Giappone), Hmong e mei tai / bei (Vietnam e Cina), borse e cradleboards (First Nations / Nativi americani Scandinavia e nord), per citarne solo alcuni.
L’80% della popolazione mondiale porta i propri bambini.
In Europa, con l’avvento dell’industrializzazione, l’emancipazione femminile e la produzione dei passeggini e porta enfantes, le mamme hanno iniziato ad allontanarsi da uno stile di accudimento basato sul contatto, a favore di un maternagebasato sul distacco.

Negli ultimi anni questa tendenza sta molto cambiando e si sta riscoprendo l’importanza dell’attaccamento con l’allattamento, il cosleeping ed il babywearing.

Il percorso babywearing inizia con il pancia a pancia, per poi passare sul fianco e terminare sulla schiena. E’ un percorso che va fatto in sintonia con il proprio bambino rispettando i tempi fisiologici e di crescita della diade madre-figlio.

“E’ importante ricordare che non ci sono soluzioni giuste, sbagliate e definitive, uguali per tutti, ma è fondamentale prendere in considerazione le proprie esigenze e necessità facendo sempre cura di utilizzare lo strumento in maniera corretta e fisiologica.”

Scelta del supporto portabebè

In commercio esistono numerosi supporti per portare i bambini, ma non tutti sono fisiologici ed ergonomici sia per il bambino che per il genitore che lo porta.
Molti genitori si domandano fra i tutti quale sia il supporto migliore.
A questa domanda non esiste una unica risposta in quanto ogni supporto veste la persona ed il bambino che lo indossa, in base alla corporatura, peso, al gusto, alla sensibilità, al tatto ed alla necessità di quel momento.
Esistono fasce,marsupi ergonomici, mei tai, Onbuhimo, pouch, ring ed tanti altri supporti.
Sicuramente il più versatile che permette di portare fin dalla nascita e per tutta la crescita del bambino, è la fascia lunga tessuta, comunemente chiamata fascia rigida.

Fascia lunga tessuta
Quest’ultima, insieme alla fascia lunga elastica è senza dubbio il supporto maggiormente indicato dalla nascita, ma, rispetto alla fascia elastica ed a altri supporti, è decisamente il più versatile che c’è sul mercato in quanto permette il suo utilizzo fin dalla nascita pancia a pancia (fino ai 3/4 mesi circa ) per poi passare sul fianco (dai 3/4 mesi circa e comunque non prima che il bimbo regge bene la testa) ed infine sulla schiena (dai 5 mesi circa).
Spesso un genitore vuole una unica fascia che possa soddisfare tutto il percorso.
In tal caso è consigliabile orientarsi verso una fascia di cotone 100%, di media grammatura (215-240 gr/mq) e di tg 6, taglia che soddisfa un po’ tutti i tipi di corporatura.

Altri supporti sono consigliati quando il bimbo inizia a sostenere il collo ed avere una muscolatura più formata soprattutto intorno la colonna vertebrale.
La cosa ideale, per chi desidera approcciare a questo mondo, è di rivolgersi ad una consulente babywearing che magari abbia anche una fascioteca per poter valutare insieme il supporto migliore e più indicato per le proprie esigenze.
Nella posizione a culla il neonato è sdraiato sulla schiena in una sorta di amaca e questa posizione non è consigliata per i bambini con la displasia dell’anca in quanto non consente il corretto inserimento dell’acetabolo nella testa del femore.
Non è una posizione da demonizzare totalmente perchè scorretta, ma va anche ricordato che è  rischiosa per la vita del bambino.
La posizione corretta infatti è molto difficile da ottenere ed il rischio maggiore è che mento sia troppo vicino allo sterno impedendo una naturale respirazione e potendo causare l’apnea del bambino.

Dove imparare?

Esistono tanti meravigliosi gruppi di aiuto aiuto e di aggregazione per genitori “portatori”.
Gruppi all’interno dei quali ci si scambia le proprie importantissime esperienze, e si ha modo di confrontarsi tra pari. E’ importante che in questi gruppi ci sia almeno una persona professionista  in babywearing e che non ci si improvvisi, altrimenti il risultato potrebbe essere decisamente negativo.
L’esperienza di un genitore non è detto che vada bene per un altro genitore.
Per questo motivo da pochi anni si sta sviluppando la figura professionale della Consulente babywearing, in grado di offrire adeguato sostegno accogliendo i bisogni dei genitori, ascoltando le proprie esigenze e trovando insieme a loro la “strategia” migliore per portare il proprio bambino.

Il Centro Studi Babywearing Italia si occupa di formare tali figure e garantire loro una formazione continua.

Per approfondire…

A proposito di sicurezza e di babywearing in generale, è consigliabile ai genitori che approcciano alla pratica del portare, la lettura del libro sul babywearing dal titolo “Lasciati abbracciare” di Licia Negri ed edito Luigi Trevisini Srl.
Questo è senza dubbio un libro dove i genitori possono approcciare in maniera efficace al babywearing grazie anche ad una parte di step sulle legature.

 

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