Dalla Kangaroo Mother Care al Babywearing

Dove nasce il Babywearing? Da quali istanze dell’animo umano si sviluppa questo bisogno di contatto? La natura ci predispone in maniera spontanea a questa relazione di amore e di vicinanza con i nostri figli. Dal punto di vista temporale il Babywearing è una pratica che ha radici antichissime ed è diffusa in tutte le culture tradizionali sin dagli albori della storia. L’esperienza del “portare il proprio bambino” ha come primo momento di manifestazione e di espressione il contatto miracoloso pelle-a-pelle che si attua dopo la nascita tra mamma e figlio e che crea un imprinting relazionale indelebile.

Il primo atto di Babywearing è  il contatto pelle-a-pelle della mamma e del bimbo con tutte le implicazioni fisiche, energetiche ed emozionali che questo legame comporta.
La Kangaroo Mother Care non è altro che l’utilizzo di tale contatto in senso terapeutico in vari scenari di applicazione (bimbi prematuri ma non solo).

Cos’è la KMC (Kangaroo Mother Care)?

Come molte forme di terapia naturale, il metodo della marsupioterapia è nato da un contesto di necessità.
La prematurità è una condizione che provoca una precoce e persistente separazione dalla figura materna. I neonati vengono separati dalle loro madri immediatamente dopo la nascita e piazzati in incubatrici mentre il contatto corporeo completo tra madre e figlio viene precluso. Alcuni studi (2, 3, 4) hanno evidenziato la possibilità che la precoce separazione dalla figura materna possa provocare un danno nei sistemi di risposta allo stress, nell’attenzione e nell’apprendimento.

In Colombia, e precisamente a Bogotà, il personale infermieristico dovette fronteggiare negli anni ’70 una penuria di incubatrici, per cui si rivolse ai genitori come “incubatrici naturali”.
Neonati prematuri in condizioni mediche stabili vennero posizionati nudi tra i seni della mamma, sfruttando il potere termoregolatore del corpo della madre.
Dagli anni ’90 in poi la marsupioterapia si è diffusa nei paesi industrializzati ed è diventato un metodo elettivo in ospedali selezionati negli Stati Uniti d’America e in Europa. In condizioni di
stabilità clinica, i neonati trascorrevano porzioni della giornata a contatto dei genitori nella posizione marsupiale.

Benefici della KMC (39)

Per i bimbi prematuri:

  • – aumenta la stabilità fisiologica
  • – migliora lo stato immunitario riducendo il tasso di infezioni (la marsupioterapia aumenta l’idratazione della pelle, prima barriera di difesa dagli agenti patogeni, che quindi è più protetta dalle infezioni; attraverso inoltre il contatto con la madre il neonato può trasmetterle antigeni infettivi, e la madre può ritrasmettergli anticorpi protettivi )
  • – favorisce l’incremento ponderale – riduce la durata dell’ospedalizzazione
  • – incrementa le funzioni metaboliche
  • – diminuisce lo stress
  • – diminuisce il pianto
  • – incrementa il bonding
  • – facilita le transizioni fisiologiche
  • – incrementa l’inizio, la durata, l’esclusività, il successo dell’allattamento al seno
  • – fornisce una termoregolazione migliore dell’incubatrice riducendo l’ipotermia (il rischio di ipotermia è più elevato nei neonati prematuri per il loro maggiore contenuto corporeo di acqua, per il ridotto grasso sottocutaneo e bruno, per l’immaturità dello strato cutaneo, per la ridotta capacità di vasocostrizione periferica e per l’immaturità del sistema metabolico).
  • – minimizza il dolore
  • – migliora il sonno
  • – migliora lo sviluppo cerebrale, cognitivo e psicomotorio
  • – mantiene il neonato al caldo
  • – stabilizza la pressione arteriosa attraverso il controllo del parasimpatico
  • – previene l’ipoglicemia
  • – migliora gli scambi respiratori
  • – fornisce tregua all’ambiente stressante della Terapia Intensiva

Per i bimbi a termine :

  • – aumenta l’attaccamento materno e paterno
  • – incrementa la confidenza e la competenza del genitore nel fornire la cura al neonato
  • – facilita il passaggio all’ambiente domestico
  • – sostiene e fortifica le figure genitoriali

Post partum e marsupioterapia

In particolare le Linee Guida attuali raccomandano l’adozione della marsupioterapia per tutti i neonati nell’immediato post-partum proprio perchè la prima ora dopo la nascita rappresenta un periodo “critico” per lo sviluppo emozionale, l’attaccamento, l’inizio dell’allattamento e lo sviluppo neurologico (40); la marsupioterapia praticata alla nascita è dimostrato che sia associata a ridotti episodi di pianto, ridotte smorfie e ridotti sbalzi della frequenza cardiaca, a una migliore interazione tra madre e figlio, alla stabilizzazione della temperatura del neonato e ad un allattamento iniziato con successo. (41); attraverso la promozione dell’allattamento, indirettamente, la marsupioterapia promuove l’involuzione uterina e riduce il rischio di emorragia post-partum nelle madri.
E’ auspicabile che tale approccio venga implementato e proposto nell’immediato post-partum anche nel setting della nascita che avviene tramite parto cesareo (i neonati nati da parto cesareo sono potenzialmente più a rischio di ipotermia per motivi legati all’ambiente più freddo della sala operatoria e anche all’uso dell’analgesia e quindi beneficiano particolarmente del contatto termoregolatore pelle-a-pelle con la madre, che va stimolato e sostenuto anche per il suo potenziale stimolante sull’allattamento; inoltre l’ossitocina che si libera nel cervello materno durante la marsupioterapia ha una funzione antidolorifica particolarmente utile dopo un parto cesareo; è stato osservato da parte degli anestesisti durante il parte cesareo che una donna che, dopo la nascita del neonato, attua la marsupioterapia, presenta una maggiore stabilità dei segni vitali quali la temperatura , la pressione arteriosa e la saturazione di ossigeno e inoltre richiede minore quantità di farmaci perchè la sua attenzione è focalizzata sul neonato e non sull’atto chirurgico e presenta una minor livello di dolore e di ansietà per i meccanismi protettivi ossitocino-mediati prima menzionati) (42).

Nei casi in cui per motivi clinici (stabilizzazione di parametri vitali della madre) dopo un parto cesareo non sia possibile praticare la marsupioterapia materna, è stato dimostrato che anche la marsupioterapia paterna ha effetti benefici e rilassanti sul neonato (52) ed è stato evidenziato che i neonati i cui padri iniziano la marsupioterapia nell’immediato post-partum iniziano a vocalizzare con i loro padri entro i primi 15 minuti (53); questi neonati in generale piangono di meno, presentano caratteristiche di sonno più profondo e riposato e una maggiore capacità adattativa alla vita extra-uterina rispetto ai neonati posti nella culla termica.

Nel 2000 Il Network internazionale di KMC scrisse la Dichiarazione di Bogotà : “La marsupioterapia è un diritto fondamentale del neonato e dovrebbe essere parte integrante della cura del neonato nato a basso peso e a termine , in tutti i contesti, in tutti i paesi.” (39)

In generale, nel neonato a termine, si raccomanda (54) l’adozione subito dopo la nascita della posizione di contatto pelle-a-pelle marsupiale perchè quest’ultima consente ai neonati di esprimere una innata sequenza di nove comportamenti che preludono al nutrimento e che sono autoregolatori.

Essi sono:

  1. – il pianto del neonato alla nascita (il pianto intenso che segue alla nascita)
  2. – il rilassamento (riposo del neonato, nessuna attività della bocca, della testa, degli arti o del corpo)
  3. – il risveglio (comincia a manifestare segni di attività, piccoli sollevamenti del capo, o movimenti laterali dello stesso, piccoli movimenti degli arti e delle spalle)
  4. – l’attività (muove gli arti, la testa, presenta movimenti più decisi, sposta e spinge gli arti senza spostare il corpo)
  5. – il “crawling”, nuoto (si spinge fino a spostare l’intero corpo)
  6. – il riposo (il neonato si riposa mantenendo uno stato di minima attività quale suzione della mano o movimento della bocca)
  7. – la familiarizzazione (il neonato ha raggiunto l’areola/capezzolo con la bocca posizionata per leccare e pizzicare questa area)
  8. – la poppata (capezzolo in bocca e poppata)
  9. – il sonno (il neonato chiude gli occhi)

Conclusioni

La marsupioterapia rappresenta una modalità di relazione tra madre e bambino i cui molteplici benefici sono stati ampiamente dimostrati sia per la figura materna che per il neonato.
Tale pratica viene raccomandata dalle linee guida internazionali e rappresenta un obbiettivo da raggiungere per le Unità di Terapia Intensiva Neonatali come per i reparti di Neonatologia in generale.
Nonostante sia una metodica di comprovata efficacia, ancora non viene routinariamente applicata in tutti gli scenari.
Un passo importante per la diffusione di questo metodo comporta in un primo tempo l’aggiornamento e l’acquisizione di una competenza e conoscenza specifica da parte del personale medico e infermieristico e successivamente la sua diffusione e divulgazione.
Si tratta di una sorta di “rivoluzione culturale” nel senso che al centro del processo di accudimento e cura viene posta la diade madre-neonato.
La figura materna (o genitoriale in senso più lato) è stata dotata dalla natura di capacità di accudimento, di accoglimento, di supporto, di regolazione e cura incredibilmente miracolose. Il riconoscimento della preziosità di questo strumento naturale a disposizione di tutti, non costoso, non replicabile da mezzi tecnologici o meccanismi artificiali, e la sua applicazione fa sì che vi sia una sempre maggiore responsabilizzazione del ruolo genitoriale e una presa in carico affettiva del neonato in un contesto sempre più umano e empatico.

Bibliografia

(2)Allin , M., Matsumoto,H., Santhouse,A.L., et al. (2001). Cognitive and motor function and
size of the cerebellum in adolescents born very pre-term. Brain,124, 60-66.
(3)McCormick, M. C., Workman-Daniels, K., Brooks-Gunn, J. (1996) The behavioral and
emotional well-being of school-age children with differnt birth weight. Pediatrics, 97, 18-25.
(4) Ruff, H. A. (1986). Attention and organization of behavior in high-risk infants. Journal of
developmental and Behavioral Pediactrics, 7, 298-301.
(40) Bergman, N. (2005). More than a cuddle: skin-to-skin contact is key. Practising midwife, 8
(9), 44
(41) Gray, L., Miller, L. W., Philipp, B. L., Blass, E. M. (2002). Breastfeeding is analgesic in
healthy newborns. Pediatrics, 109 84), 590-593
(42) Gouchon, S., Gregori D., Picotto, A., Patrucco G., Nangeroni M., Di Giulio P. (2010). Skintoskin
contact after Cesarean Delivery, an experimental study; Nursing Research, Vol 59 (2): 78-
84.
(52) Colonna, F., Robieux, I., Santin, E., Camper, M., Nadaline, G. (2009). Fathers in the
operating room and early skin-to-skin contact during cesarean section: it can be done!
Quaderni ACP, 16 (1), 10-14.
(53) Velandia, M., Matthisen, A-S, Uvnas-Moberg, K., Nissen, E. (2010). Onset of vocal
interaction between parents and newborns in skin-to-skin contact immediately after elective
cesarean section. Birth, 37, 192-201.
(54) Widstrom, A. M., Lilja G., Aaltomaa-Michalias, P., Dahllof, A., Lintual, M., Nissen, E. (2011) .
Newborn behaviour to locate the breast when skin-to-skin : a possible method for enabling
warly self-regulation. Acta Paediatrica 100 (1), 79-85
(39) Ludington- Hoe, S. M., Morgan K. L. (2013) Kangaroo care in the NICU, part 1:
Understanding the impact of kangaroo care on neonatal vital signs; March of Dimes
Foundation

Tratto dalla tesi della dott.ssa Maria Magnini, consulente BwI
copyright reserved

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.