Cuori in Fascia. Dalla Kangaroo Mother Care al Babywearing.

Cos’è la marsupioterapia?

E’ auspicabile che ogni bambino rimanga nel grembo materno e quindi in contatto continuo con la mamma fino ai nove mesi compiuti.
Purtroppo per varie ragioni questo non sempre accade andando così “contro natura”.
Quando questo accade, le terapie mediche sono sicuramente necessarie, ma se si permette al corpo della madre da continuare a fare da “incubatrice” favorendo il contatto pelle a pelle con il piccolo prematuro, lo sviluppo neuronale dei prematuri ne trae enorme beneficio.
Questa pratica si chiama Kangaroo Mother Care.

Cosa proponiamo?

Babywearing Italia® associazione di promozione sociale , grazie al suo team di consulenti ed esperte di babywearing formato da psicologhe, ostetriche, doule, infermiere e mamme, offrono gratuitamente di portare tale pratica all’interno delle PAN e TIN ma anche nei REPARTI DI MATERNITA’ donando una serie di fasce e supporti utili per la KMC, Istruendo il personale in merito ed offrendo Assistenza ai genitori alle dimissioni affinchè possano proseguire con la pratica del babywearing.
Le Aziende Ospedaliere che aderiscono riceveranno uno speciale bollino: “Cuori in Fascia – Babywearing Italia” 

Aiutaci a raccogliere i fondi per attivate il nostro progetto.


Fai un offerta libera direttamente tramite il pulsante PayPal oppure all’indirizzo: info@babywearingitalia.it

IBAN: IT05G0200821900000105125557 Babywearing Italia Associazione

Dopo la donazione inviaci una email con i tuoi dati. Avrai la possibilità di ricevere un buono sconto sull’acquisto di un supporto portabebè all’interno degli store e brand che ci sostengono!

Hai una fascia portabebè che non utilizzi più?

Donandola al progetto Cuori in Fascia le darai una seconda vita dando la possibilità ad altri bambini di rimanere cuore a cuore con la propria mamma!

Per donazioni: cuoriinfascia@babywearingitalia.it

Bimbi prematuri

Nella nostra nazione nascono circa 8 bambini prematuri su cento. Si tratta di neonati di basso (talvolta bassissimo) peso che richiedono una cura costante ed un accudimento speciale, sia per la loro fragilità fisica, sia per la loro vulnerabilità psicologica. Il trattamento normalmente applicato nei centri di terapia intensiva degli ospedali italiani prevede l’inserimento dei bambini nell’incubatrice, inventata circa cento anni fa.

Il dott. Nils Bergman, nella sua clinica di Cape Town, in Sud Africa, promuove invece (e non è più l’unico) l’uso della MAMMA come naturale “appoggio” per il neonato prematuro.
Con l’aiuto di una speciale camicia “canguro” il neonato anche di ridottissimo peso e con ogni tipo di supporto medico necessario (sondini, flebo…) vive rannicchiato sul petto della mamma, appoggiato contro la sua pelle.
Si è potuto constatare che la temperatura corporea della madre e del bambino si termoregolano grazie al contatto pelle a pelle. Inoltre il respiro della mamma ed il suo battito cardiaco stimolano costantemente lo sviluppo neurologico del prematuro. Le più recenti ricerche svolte in alcuni ospedali del mondo che applicano questo metodo dimostrano che la mortalità dei prematuri diminuisce in maniera sensibile.

La KMC favorisce l’allattamento al seno in quanto il contatto stimola l’ossitocina ed il bambino, lasciato libero di sperimentare, impara a ciucciare con molta più naturalezza di un bambino non tenuto a contatto con la mamma.

Come si pratica la KMC con l’ausilio di supporti?

Il neonato, nudo, con addosso solamente il pannolino, viene appoggiato tra i seni della madre con le braccia e le gambe che seguono la divaricazione naturale e fisiologica così detta a ranocchio.
Una speciale camicia o una fascia viene avvolta intorno al bambino ed alla madre permettendo così a quest’ultima una completa libertà di movimento, di poter camminare senza nessuna preoccupazione che il bambino possa cadere o scivolare.
Il bambino può essere eventualmente supportato da ogni ausilio tecnologico o medico a lui necessario (sondino, flebo, ecc.).

Nella maggior parte degli ospedali italiani, nei reparti di PAN (patologia neonatale) e nelle TIN (terapia intensiva) le cure ai neonati prematuri vengono date nell’incubatrice e lì dove si è più aperti alla pratica della KMC, la si considera come un ausilio alle cure tecnologiche per i neonati prematuri e quindi un qualcosa da permettere per brevi periodi.

Quali vantaggi ci sono per il bambino?

Tra gli innumerevoli vantaggi comuni anche ai neonati nati a termine ricordiamo:

Stabilità termica
Minore frequenza delle apnee
Minor pianto
Favorisce l’allattamento al seno
Ridotto rischio di infezioni per cause esterne

Quali sono i benefici per le mamme?

Maggior sicurezza di sé
Maggior fiducia delle proprie capacità di accadimento e di allattamento
Maggior senso di competenza
Meno angoscia
Minor depressione post partum
Quali benefici può avere il personale sanitario?

Maggiore sensibilità all’ascolto nei confronti delle famiglie
Minor sovraccarico di lavoro la madre è in grado di nutrire il proprio piccolo più spesso di di quanto non farebbe un’infermiera che deve seguire un gran numero di bambini: uno stomaco piccolo ha bisogno di essere riempito poco e spesso, e ciò rappresenta un sovraccarico di lavoro che può essere perfettamente assorbito da una mamma addestrata
Ridotte infezioni ospedaliere
Riduzione infezioni mortali per il bambino (Le infezioni mortali sono spesso dovute a germi presenti nell’ambiente ospedaliero, mai a quelli presenti nell’ambiente familiare.)
Riduzione del periodo di ricovero

Ma una volta a casa, come proseguono i genitori?

Una volta a casa sarebbe auspicabile che i genitori continuassero le stesse procedure adottate in ospedale ed offrissero le stesse attenzioni e cure al proprio bambino.
Una soluzione possibile può essere quella di continuare ad utilizzare una fascia porta bebè sia come mezzo di trasporto che come metodo per accudire il proprio bambino.
La fascia porta bebè, al contrario dei marsupi tradizionali, permette una posizione naturale e fisiologica per i neonati ricordando la posizione fetale assunta in utero.
Il piccolo portato si ritrova in un habitat familiare, al sicuro e contenuto, dove ascolta il battito del cuore della sua mamma e riconosce il suo odore, percepisce i suoni che lo circondano in maniera ovattata proprio come nella pancia e viene rilassato dal movimento ritmico.
I prematuri vengono al mondo con un “debito “ di contatto e l’essere portati a dosso colma uesta carenza.

Aziende ospedaliere aderenti al progetto

Per il momento il progetto Cuori in Fascia è stato proposto ed accettato:

Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia
ASST di Bergamo Ovest sede di Treviglio

Se siete un’Azienda Ospedaliera con TIN e PAN  e siete interessati al nostro progetto, contattateci via email: cuoriinfascia@babywearingitalia.it

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