Il babywearing è davvero per tutti? Le “regole” non assolute del babywearing.

La missione della Babywearing Intenational è “promuovere il babywearing come una pratica universalmente accettata” ed in quanto tale, noi educatori e consulenti babywearing abbiamo il compito e dovere di ricordarci che i babywearers possono avere bisogni ed esigenze che non si adattano perfettamente con le “regole” del babywearing.
Tutta la comunità babywearing del mondo è d’accordo sul seguire determinate linee guida per rispettare la fisiologia del bambino e la sicurezza, ma ricordiamoci che le esigenze spesso sono diverse. .1 .2

Troppo spesso si sente dire che non è possibile portare un bambino sulla schiena prima che mantenga la posizione seduta.
Questa affermazione non è corretta in quanto bisogna sempre valutare il singolo caso.
Ci sono infatti bambini che hanno dei ritardi motori per cui non sono in grado di mantenere la posizione seduta senza assistenza anche fino a 12 mesi, ma essi possono essere trasportati sulla schiena monitorando che le vie aeree siano sempre libere, con le dovute accortezze se accompagnati da una professionista del babywearing ed il medico di riferimento.

Con il termine monitorare non sottovalutiamo il fatto che sia più difficile ascoltare il proprio bambino senza il contatto visivo, ma è solo diverso.
Un genitore ipovedente o non vedente, seguito da un professionista del babywearing, potrà portare il proprio bambino pancia a pancia  e dietro la schiena senza utilizzare il contatto visivo ed i segnali visivi per controllare la posizione del bambino. Egli non è chiaramente abituato ad usare il senso della vista ma ha stimolati enormemente gli altri sensi.
Portando sulla schiena si attivano altri sensi. Ecco perchè non è sempre corretto dire che per portare un bambino sulla schiena , debba necessariamente mantenere la seduta.

Per secoli, in molti paesi del mondo usano indossare i bambini sulla schiena fin dalla nascita.
E’ giusto e  comprensibile che ci si possa sentire rassicurati nell’avere delle linee guida da seguire. Queste sono davvero preziose per un corretto e sicuro babywearing, soprattutto nella nostra società dove iil portage non è tramandato dalla famiglia e dalle persone care.
Spesso però succede che queste “regole”finiscono per rendere le cose più difficili ed allontanano le persone che hanno bisogno di maggiore sostegno.
Si potrebbe opinare dicendo che è giusto che esistano delle linee guida e che, ad esempio, le persone con disabilità siano una eccezione.

Le persone con disabilità non sono eccezioni!

Avere  una disabilità è più comune di quanto si possa pensare.
Secondo uno studio,  nel Regno Unito, 1 su 20 bambini ha un qualche tipo di disabilità.
Negli Stati Uniti di disabilità  alla nascita li hanno il 3% dei bambini.
In tutto il mondo, un miliardo di persone hanno una qualche forma di disabilità. Ciò equivale a circa il 15% della popolazione. .3

Inoltre molte volte il termine  in “sicurezza” viene confuso con una “buona pratica”.
Solo perchè un supporto non è ottimale, non diventa automaticamente pericoloso.
Ad Esempio, un supporto non è sicuro se può causare asfissia o rappresentare un rischio elevato di caduta, invece è diventata desuetudine pensare che il neonato debba essere necessariamente portato con un supporto morbido o che può essere messo sulla schiena quando mantiene la posizione seduta. .4

Spesso si sente nei gruppi di babywearers: “il marsupio non si utilizza dalla nascita” “oppure “il bambino non può andare dietro la schiena finchè non mantiene la posizione seduta”, ecc..
Queste sono linee guida utilissime, ma bisogna stare  molto attenti ad ascoltare le esigenze del genitore che si ha di fronte. Un bravo professionista del babywearing questo lo sa e lavora sempre in maniera empatica con i genitori ascoltandoli ed accompagnandoli verso un percorso babywearing tarato sulle loro esigenze.

Chissà quanti genitori, a causa di queste “restrizioni” diffuse nel web, hanno rinunciato a portare il proprio bambino…

Citiamo alcuni concetti tratti da un post sul blog della dott. Knowles:

“E ‘importante ricordare che ogni bambino e ogni genitore ha esigenze diverse. I genitori di gemelli possono avere bisogno di essere in grado di portare contemporaneamente i propri bambini a partire da un’età molto precoce, per essere in grado di far fronte alla vita quotidiana.
Essi possono scegliere di utilizzare un supporto sulla schiena, assicurandosi che il bambino è in grado di respirare in modo sicuro e non sia a  disagio. Dicendo loro che questo è vietato, si  crea delle barriere inutili che rendono la vita più difficile.
Milioni di donne in tutto il mondo hanno portato i bambini piccoli nelle condizioni più differenti anche con semplici pezzi di stoffa.
Un bambino disabile che non può sedersi senza aiuto può essere tenuto in modo sicuro sulla schiena in diversi tipi di supporto, che sicuramente rendono tutto molto più facile.
Bisogna essere consapevoli di come le parole e la comunicazione  possono influenzare gli altri…“. .5

 

E’ importante diffondere che il babywearing non è assoluto ed inamovibile, ma va sempre effettuata una valutazione caso per caso in base alle esigenze, ai rischi e benefici, assicurando al caregiver la conoscenza per fare una valutazione consapevole.

Per questo motivo vi invitiamo a farvi accompagnare sempre da professionisti seri e preparati che sappiano ascoltarvi ed offrirvi le informazioni e nozioni affinchè possiate scegliere la vostra modalità di portare il vostro bambino.
Ecco perchè suggeriamo anche a tutte le consulenti babywearing ed a coloro che lavorano nel maternage di seguire appositi workshop formativi sui bisogni speciali.

.1 https://babycarrierindustryalliance.org/babywearing-safety/consumers/

.2 https://babywearinginternational.org/what-is-babywearing/safety/

.3 http://bindungtraegt.de/ableismback-wearing/

.4 http://www.babywearingitalia.it/portare-in-sicurezza/

.5 http://www.sheffieldslingsurgery.co.uk/about/dr-rosie-knowles/

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